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Intervento di Alberto Gambino al Tg di Sat2000
Quattro giuristi spiegano gli incredibili errori del caso.
L'assegnazione del ricorso della Procura Generale di Milano contro la decisione della Corte d'Appello che autorizzava l'interruzione della nutrizione e idratazione per Eluana Englaro alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione era un'opportunità: veniva scelto per la decisione un giudice "superiore" a quello che aveva accolto il ricorso di Beppino Englaro, un giudice che avrebbe avuto l'autorità morale e giuridica di annullare quel provvedimento e riportare la giustizia italiana sulla strada del rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo, primo fra tutti il diritto alla vita.
Certo: occorreva coraggio, per andare contro al conformismo imperante che, attorno al padre di Eluana, ne invocava la morte; era necessario uno strappo procedurale, per tornare a valutare il merito della vicenda e non solo il tema dell'ammissibilità o meno del ricorso.
Vi sarebbe stato un Giudice che avrebbe affermato: "non possiamo condannare a morte una giovane donna innocente?"
Non c'era.
Vi erano piuttosto giudici che discettavano sulla possibilità per il Pubblico Ministero di proporre impugnazione: e osservavano che la questione della morte procurata di Eluana non è una questione di "status e di capacità delle persone" (lo ha sostenuto la difesa di Beppino Englaro, sostenendo, in pratica, che se si trattava di interdire la figlia - come era avvenuto in precedenza - il P.M. avrebbe potuto dire la sua, ma se si trattava di ucciderla no ...) e che comunque - suprema distinzione! - il Pubblico Ministero avrebbe potuto intervenire in giudizio ma non impugnare la sentenza! La questione della morte procurata di una disabile non è di interesse pubblico, riguarda solo le persone coinvolte!
L'ultima parola è stata detta, la procedura è stata rispettata, le carte sono in ordine.
Ora la vita di Eluana può essere spenta.
Negli USA nasce con un nuovo Presidente la speranza in un futuro migliore…in Europa si discute della recente crisi che sta coinvolgendo il mondo, dove, a causa della globalizzazione, il sistema economico malato di un Paese (gli USA) inquina l’economia di tutti gli altri Paesi…..allora io mi chiedo: questa del 2008 è la vera crisi?..o una crisi più profonda, scordata, struggente, e a volte poco nominata, perché considerata paradossalmente retorica, colpisce da anni, da una vita, il nostro pianeta?...perchè nell'epoca della globalizzazione questa crisi non ci raggiunge?...quali sono le priorità?...è priorità la vita del 27% della popolazione mondiale, o è priorità il restante 73%?....oggi la crisi economica va risolta, non c'è dubbio….oggi la crisi ambientale va risolta…OGGI